di Sonia Capeci
Questa sera abbiamo vissuto un momento di profonda riflessione al Teatro Comunale di Porto San Giorgio, dove abbiamo assistito alla proiezione di Geografie del passaggio, il docufilm realizzato dai registi e concittadini Giacomo Maroni e Laura Rosina. A loro va il nostro più sincero ringraziamento per averci proposto questa preziosa testimonianza di CURA e di UMANITÀ.
La serata è proseguita con un intenso dialogo condotto da Alessandro Fulimeni con l’ospite d’eccezione Gian Andrea Franchi. Proponiamo di seguito la trascrizione dell’intervento di chiusura del suo intervento.
«…il passaporto o la nazionalità, i confini. Maledizione alle terre che tutti cercano di occupare e controllare, mentre i poveri vengono schiacciati sotto i piedi e muoiono sotto cascate di proiettili. Per ambizioni espansionistiche e desideri di insediamento, e l’unica vittima sono i poveri di questo pianeta che, se sopravvivono alla morte, se la augurano mille volte al giorno.
Ecco, tra l’altro questo ragazzo è di origine palestinese, e sapete voi cosa succede in Palestina: per la prima volta nella storia, un genocidio si può vedere in un… in internet, in un cellulare come se fosse un film. Cosa che i fascisti ritiravano, e cercavano di nascondere le tracce. Oggi il genocidio è diventato banale. Cosa ci può essere di peggio al mondo della banalità… della banalità del genocidio? Questa è la domanda di questi ragazzi.»
(Applausi del pubblico)





Un ringraziamento al Circolo Auser Libertà Maggetti di Porto San Giorgio
Credo che il problema del popolo palestinese non troverà soluzione equa neppure nei prossimi 10 o 15 anni. Prendete l’esempio italiano. Alle prossime elezioni è facile che Meloni vinca ancora. E la Meloni che posizione ha tenuto e tiene di fronte al genocidio?