Domenica 28 giugno alla “Quadrata”: il Flashmob “Le Donne disarmano” dimostra come la grande geopolitica tocchi da vicino il nostro territorio e il nostro tessuto sociale.

Si tende spesso a pensare alla guerra come a un evento tragicamente confinato dentro i confini dei teatri geopolitici internazionali. Gaza, l’Ucraina, il Sudan, l’Afghanistan sembrano realtà distanti, immagini che scorrono sullo schermo di una televisione. Ma la cultura della violenza, l’economia che lucra sugli armamenti e le conseguenze sociali dell’escalation bellica non hanno confini: arrivano direttamente nelle nostre case, condizionano l’educazione dei nostri figli e sottraggono risorse vitali al welfare e alle nostre comunità locali.
È per questo che la mobilitazione globale contro la barbarie dei conflitti trova oggi una risposta concreta, fisica e radicata proprio nel nostro territorio. Domenica 28 giugno 2026, dalle ore 17:00 alle 19:00, la “Quadrata” di via Trieste, sul lungomare centro di Porto Sant’Elpidio, diventerà il baricentro di un riscatto civile straordinario con un Flashmob dal titolo “Le donne disarmano”.
A Porto Sant’Elpidio e nel Fermano la scelta non è casuale: il nostro territorio vanta una storica e fitta rete di associazionismo, solidarietà e cura della comunità che ha sempre saputo farsi carico degli ultimi. Quando le tensioni internazionali aumentano, sono proprio le comunità locali a subire il contraccolpo economico, psicologico e sociale. Rispondere da qui significa riaffermare che la pace non si decide solo nei palazzi del potere, ma si costruisce dal basso, quartiere dopo quartiere, incrociando i fili delle nostre relazioni locali.
Il Coordinamento Nativa propone propone il rifiuto categorico di considerare la guerra come un destino inevitabile, individuandola piuttosto come l’espressione estrema di un patriarcato bellicista. Di fronte alla strage quotidiana di civili, donne e bambini, le promotrici intendono contrapporre gli atti politici della cura, della responsabilità e dell’attenzione alla vita, denunciando apertamente chi si arricchisce sulla produzione e sul traffico di armi sulla pelle dei popoli.
Le tre grandi battaglie tematiche del Forum:
- Corpi e territori liberi da guerra e violenza: per rimettere al centro l’incolumità umana contro ogni logica di distruzione.
- Fermare la produzione e il commercio di armi: per bloccare l’economia della morte che sottrae preziose risorse allo sviluppo sociale.
- Per una scuola che educhi alla pace: per rifondare la società attraverso il dialogo, l’integrazione e le pratiche non violente fin dalle giovani generazioni.
L’iniziativa recupera una memoria storica preziosa e profondamente radicata nell’identità italiana ed elpidiense: l’eredità delle donne dell’UDI (Unione Donne in Italia) che recentemente ha attivato un presidio territoriale anche a Fermo, alla fine degli anni ’40, unirono il Paese raccogliendo ben 3 milioni di firme contro la minaccia atomica, cucendo a mano i primi storici drappi arcobaleno. Quel filo ideale oggi si estende e unisce idealmente le donne del Fermano a quelle che vivono nei territori più martoriati del pianeta — palestinesi, israeliane, ucraine, afgane, sudanesi, turche, algerine — unite nella richiesta di una diplomazia dal basso e della presenza obbligatoria delle donne ai tavoli delle trattative.
A testimonianza della forte vocazione unitaria e locale dell’evento, l’associazione capofila Nativa Porto Sant’Elpidio è riuscita a coalizzare una vastissima e straordinaria rete di realtà del territorio: insieme all’Auser territoriale Provincia di Fermo , rappresentato in particolare dal Gruppo Auto Mutuo Aiuto dell’Auser Elpidiense, scenderanno in piazza l’ANPI Provinciale, il Centro Sociale Villa Vitali, l’ARCI Spazio 25 Aprile, l’UDI Sede Marche Sud, il Comitato 5 Luglio FM, l’Associazione Donne di Mondo Civitanova M., il Movimento Laudato Si’ Fermano, il circolo “A.Belletti” di Legambiente P.S.E., il Coordinamento Donne Lega SPI di P.S.Elpidio, il Centro di Cultura Islamica del Piceno, la Rete Studenti Medi “Noisette” e la CGIL Fermo.
“Ricuciamo la pace!”
L’invito rivolto alla cittadinanza non punta alla semplice presenza, ma a una partecipazione attiva e tangibile. Le dimensioni indicative per ogni pezzo sono di circa 40×50 cm, decorato con scritte, disegni o pensieri di speranza. Durante l’evento sul lungomare, tutti i contributi verranno fisicamente uniti per comporre un monumentale arazzo collettivo, manifesto visivo e indistruttibile del “No alla guerra” del nostro territorio.
Vieni e porta il tuo pezzetto di stoffa o il tuo cartoncino o un quadrato all’uncinetto che cuciremo insieme alle altre: ricuciamo la pace!
L’appuntamento è per domenica 28 giugno 2026, dalle ore 17:00 alle 19:00 presso la “Quadrata” di via Trieste (Lungomare centro, Porto Sant’Elpidio). Tutta la cittadinanza, le associazioni e i media sono invitati a unire voci, mani e cuori per un futuro libero da guerra, violenza e povertà.
