Siamo lieti di ospitare sulle colonne di aperiodicoauser.it una voce giovane e vibrante del nostro territorio: Greta Lattanzi, studentessa di Fermo.

Greta si è distinta nell’ultima edizione del Concorso “Incontriamoci” (2025) organizzato dall’Auser Volontariato Fermo ODV, emergendo tra i numerosi partecipanti . In un’epoca dominata dal rumore bianco e dal sovraccarico di parole, la scrittura di Greta compie il miracolo opposto: meno scrive e più significa. La sua è una poesia che abita il silenzio e lo spazio bianco. Greta possiede la rara virtù di dire di più scrivendo di meno, una capacità di sintesi che non toglie profondità, lasciando al lettore il compito — e il piacere — di far risuonare l’eco di ogni singola parola. In poche e limpide righe c’è profumo di Prevert.
È proprio questo stile asciutto, quasi “scolpito”, che ha suscitato il nostro interesse e che oggi vogliamo proporre alla vostra lettura. Vi lasciamo a uno dei suoi componimenti, testimonianza di come la brevità possa essere la forma più alta di eloquenza. l’autrice è molto giovane, ma vola alto di già.
Sovente
Mi sento di perdermi
Di non raggiungere mai
La parte migliore di me
Ma di affannare
al largo del mare che sono.
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La perenne sensazione di non essere mai all’altezza di se stess3, i costanti vincoli che ognunə si impone, il silenzio assordante della delusione verso la propria persona.
Eppure torna sempre quel briciolo di speranza, che spinge a fare di questo smarrimento uno splendido viaggio.
(Foto di Diego Marzoni)