
MONTERUBBIANO – In occasione della giornata internazionale della Donna, l’8 marzo a Monterubbiano, l’UDI Marche Sud ha promosso un importante momento di confronto e riflessione dedicato al ruolo delle donne nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L’incontro ha messo in luce un settore in cui il talento femminile, pur eccellente, fatica ancora a trovare il giusto riconoscimento strutturale.
Il paradosso del merito e gli ostacoli di sistema
Dagli interventi è emerso con chiarezza un paradosso radicato: sebbene le ragazze intraprendano percorsi scientifici con determinazione, ottenendo risultati accademici spesso superiori a quelli dei colleghi uomini, il mondo del lavoro e della ricerca fatica a restituire pari dignità professionale.
Le testimonianze raccolte hanno evidenziato come la competenza femminile sia accettata finché rimane gregaria, ma trovi resistenze non appena aspira a ruoli di leadership. A questo si aggiunge il nodo critico della maternità, che continua a rappresentare un ostacolo concreto in modelli professionali disegnati su standard puramente maschili.
In questo senso fa specie che la posizione del governo riguardo al congedo di maternità e, più in generale, ai congedi paritari per i padri, si è manifestata per la bocciatura delle proposte di legge che puntavano a un congedo paritario (cinque mesi a testa) e al rafforzamento dell’indennità al 100% per entrambi i genitori.
Accendere dei riflettori dalla vita di tutti i giorni
-il riconoscimento legittimo dell’interruzione per gravidanza che impedisce alle donne di tenersi al passo per avanzamenti di carriera (cit. Emanuela Fanelli della Politecnica della Marche)
– la componente femminile si aggrega sempre in associazioni identitarie anche nei luoghi di lavoro con culture fortemente a predominanza maschile (cit. Claudia Strada della Provincia di Bolzano – Ufficio Geologia e Materiali e Protezione Civile)
– leadership al femminile ha anche una visione culinaria dell’impastare ingredienti (cit. Sabrina Gualtieri dell’Istituto ….. e Chross Lab)
– essere “micro” ha la forza di fare rete per cordate locali e progetti europei (cit. Claudia Mosangini per Micro-impresa di Bologna per progetto …)
– avere i numeri per fare qualsiasi cosa è una questione di riconoscimento certificabile delle competenze (cit. Olga Silvestri, esperta in Geologia Marina, Presidente Legambiente Ascoli Piceno)
– essere “estensibili” è componente femminile che “genera” progetti (cit. Maria Carla Cantineo per la mostra Anche la cancellazione è violenza del collettivo femminista RivoltaPagina di Catania)
– giocare sempre, tutta la vita, per una visione senza pregiudizi e allenarsi a vedere le cose non solo come sono, ma come potrebbero essere (cit. Sonia Capeci e Luigi Coccia, Auser Provincia di Fermo)
– nuove visioni della storia come materia di STEM per fare esercizi di logica e piani cartesiani (cit. Simonetta Torresi, Professoressa di Matematica studiosa di Storia con particolare riguardo a quella delle Marche)
L’Innovazione Sociale come nuova politica territoriale
Per l’UDI Marche Sud, la risposta a queste criticità risiede nell’innovazione sociale, intesa come la capacità di generare soluzioni nuove a bisogni sociali insoddisfatti, creando nuove relazioni e collaborazioni.
L’innovazione sociale rappresenta oggi la strada maestra per le politiche sociali: non si tratta solo di erogare servizi, ma di trasformare il tessuto civile attraverso la creazione di nuovi modelli di partecipazione. In questo senso, la sfida di fare rete è per associazioni capaci di aprirsi a impatti sociali concreti.
Una chiamata alla rete: verso progetti condivisi
L’UDI lancia oggi una chiamata aperta a tutte le persone, alle realtà associative e agli attori del territorio che desiderano co-progettare il futuro delle nostre comunità. Vogliamo far emergere le necessità sottovalutate delle nostre comunità e tradurle in proposte politiche tangibili. Chiamiamo a raccolta chiunque creda nel valore del bene comune per costruire una rete per le donne basata sull’innovazione sociale. Insieme, partendo dalla condivisione di buone pratiche, vogliamo trasformare il sapere, la scienza e il lavoro in strumenti di libertà e autodeterminazione delle donne.
Ringraziamenti e Sostegni
Un ringraziamento particolare va all’Auser della provincia di Fermo, che ha deliberato formalmente il proprio appoggio a questo progetto territoriale, riconoscendo nell’alleanza tra generazioni e generi la chiave per un progresso autentico. La campagna nazionale di Auser #educhiamocialrispetto chiarisce proprio questo impegno e nella Provincia di Fermo i soci sono stati coinvolti in diversi incontri di formazione sulla Comunicazione Gentile e Non Violenta della Dott.ssa Stefania Cesari. Novità assoluta saranno i laboratori di scrittura creativa femminista del Quaderno RI-GENERA accanto alla mostra permanente “Anche la cancellazione è violenza” presso il Circolo cittadino di Fermo.
Un ringraziamento particolare va all’Auser della Provincia di Fermo per aver deliberato formalmente il proprio sostegno a questo progetto territoriale. L’associazione riconosce nell’alleanza tra generi e generazioni la chiave di volta per un progresso autentico, impegno già sancito dalla campagna nazionale #educhiamocialrispetto. Sul territorio fermano, questa visione si è tradotta in percorsi di formazione sulla Comunicazione Gentile e Non Violenta a cura della Dott.ssa Stefania Cesari. Tra le novità di rilievo, spiccano i laboratori di scrittura creativa femminista del Quaderno RI-GENERA, che affiancheranno la mostra permanente ‘Anche la cancellazione è violenza’ in programmazione presso il Circolo Cittadino di Fermo.

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