Raduno di famiglia Capeci & Co.: una storia lunga generazioni, 50 parenti riuniti a Porto San Giorgio


Porto San Giorgio – Domenica 21 dicembre 2025 il Ristorante-Pinseria da Duilio, sul Lungomare Sud, ha ospitato il pranzo del Raduno di famiglia Capeci & Co., che ha visto riuniti 50 parenti tra zie, zii, cugini e pronipoti.
Le origini comuni risalgono all’unione tra Domenico Capeci, chiamato Mimo, e Adele Piattoni, da cui nacquero undici figli. Tra questi Luciano, scomparso in tenerissima età, e gli altri dieci: Franco, Giorgio, Luisa, Vittorio, Rosanna, Goffredo, Ottavio, Paola, Gabriella e Luigi. Da questa prima generazione si è sviluppato, nel corso dei decenni, un albero genealogico ampio e articolato, che oggi conta decine di nipoti e pronipoti.
I nipoti comprendono Andrea e Paolo, Silvia, Marco e Barbara, Sonia e Federico, Elena, Mauro, Stefano e Annalisa, Zaira, Emanuele, Cristian, Adamo ed Eva, Elisa, Alessandro e Leonardo, William, Giulia, Ivan, Mattia, Simone e Miriam. A questi si aggiungono i pronipoti: Vanessa, Elisa, Margherita, Leonardo, Enrico, Alice, Ludovico, Aaron, Nicole, Francesco, Beatrice, Alessia, Mirea, Alexander, Jasmine, Noemi, Megan, Tony, Marcus, Noris, Ivan, Riccardo, Daniele, Paolo, Leonardo, Linda, Pietro, Aurora, Arianna, Camilla, Giuditta, Samuele, Selene, Davide e Marco.
La famiglia Capeci & Co., considerando discendenti diretti e coniugi, supera oggi le cento persone, raggiungendo circa 102 membri: un numero che racconta non solo una discendenza numerosa, una delle famiglie storiche più numerose di Porto San Giorgio, ma anche una continuità familiare che attraversa il Novecento e arriva fino ai più piccoli, alcuni dei quali presenti al raduno insieme ai nonni. Un’immagine sempre più rara che restituisce il valore sociale di una comunità familiare ancora viva e da ricordare.
Durante il pranzo è stato sottolineato come la famiglia non sia soltanto un fatto biologico o anagrafico, ma una narrazione condivisa. Se oggi si conoscono passaggi storici come quello dal cognome Capece a Capeci o dettagli della vita dei capostipiti, è perché qualcuno, negli anni, ha scelto di raccontare e tramandare. Finché un aneddoto, una ricetta o un episodio viene ricordato, chi lo ha vissuto continua a far parte del presente.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai cosiddetti “& Co.” soprattutto a cognate e nuore che, pur provenendo da altre famiglie, sono entrate a far parte dei Capeci per scelta. A loro è stato riconosciuto un ruolo fondamentale nella cura della memoria quotidiana: dal ricordare compleanni e ricorrenze al custodire tradizioni e ricette, fino al tenere traccia degli eventi importanti, felici o difficili, della vita familiare. Una vera e propria “memoria pratica” che ha contribuito a rendere possibile una famiglia di tali dimensioni.
Il messaggio rivolto alle generazioni più giovani è stato chiaro: ascoltare, fare domande, essere curiosi. I silenzi rischiano di diventare distanze; al contrario, il racconto condiviso crea ponti tra le generazioni e rafforza l’identità collettiva, in una famiglia come in una comunità.
Cercare le storie di chi ci ha preceduto, approfondire aneddoti, modi di dire, vittorie e sventure non è un esercizio di nostalgia, ma un atto di costruzione dell’identità: individuale, perché ci aiuta a capire chi siamo, e collettiva, perché ci restituisce un senso di appartenenza. È in questo patrimonio di relazioni, emozioni e memorie condivise che una famiglia numerosa come i Capeci & Co. continua a riconoscersi e a guardare al futuro.






ma che splendore…! Memoria è generazione.
Bellissima giornata tutti insieme con la nostra allegria Cetara. 😉
Anzi Cetaresca!
Una lunga e articolata storia. È bello conservare la memoria delle radici